Filari di vigneto sulle colline del Chianti Rufina
I vigneti del Chianti Rùfina

Quando si dice Chianti si pensa quasi sempre alla fascia di colline fra Firenze e Siena. Eppure il Chianti non è una zona sola: la denominazione si articola in più sottozone, e la più piccola di tutte si trova a nord-est di Firenze, risalendo la valle della Sieve. Si chiama Rufina, e dal casale dista poco: è la campagna della valle accanto, appena a nord-est.

E' un angolo di Toscana che i circuiti più battuti spesso saltano, e proprio per questo si visita bene. Meno pullman, strade di crinale, borghi agricoli veri, e un vino che ha una personalità riconoscibile anche per chi non è un esperto.

Una denominazione piccola, tutta sulle colline a est di Firenze

La zona del Chianti Rufina copre, in tutto o in parte, i territori di cinque comuni: Pontassieve, Rufina, Pelago, Londa e Dicomano. Sono i paesi che si incontrano seguendo la Sieve prima che confluisca nell'Arno, tutti a una ventina di chilometri da Firenze e a poca strada da Rignano. Nel complesso è l'area più contenuta fra le sottozone del Chianti: si parla di poco più di dodicimila ettari di territorio, di cui solo una parte a vigneto.

Il tratto distintivo è l'altitudine. Qui le vigne salgono più in alto rispetto ad altre zone del Chianti, su suoli sassosi ricchi di galestro e alberese, e l'Appennino è vicino. Ne deriva un clima più continentale, con giornate calde e notti fresche: è l'escursione termica che il territorio si porta dietro come firma, e che il vino restituisce nel bicchiere.

Che vino è il Chianti Rufina

E' un rosso a base Sangiovese, che per disciplinare deve rappresentare la parte largamente prevalente dell'uvaggio, accompagnato da varietà tradizionali come il Canaiolo e il Colorino. Rispetto a certi Chianti più morbidi e solari, quello di Rufina viene di solito descritto come più verticale: profumi netti, acidità viva, tannino presente, e una buona attitudine ad aspettare qualche anno in bottiglia. Non è un vino da bere distrattamente, ma non è nemmeno scorbutico: sta benissimo a tavola, che è poi il suo mestiere.

Accanto alla versione base esiste la Riserva, con affinamento più lungo, e una tipologia di vertice introdotta dal Consorzio locale, riservata ai soci, che identifica riserve da solo Sangiovese provenienti da singoli vigneti selezionati. Poco distante, sulle alture di Pomino, si produce inoltre una denominazione a sé stante, storicamente nota anche per i bianchi: è un'altra sfumatura dello stesso paesaggio.

La Strada dei Vini Chianti Rufina e Pomino

Il territorio è attraversato da un itinerario enologico che collega i cinque comuni della denominazione ed è considerato fra i più antichi d'Italia nel suo genere. Non è una strada unica da percorrere tutta d'un fiato, ma una rete di percorsi fra crinali, pievi romaniche, ville e fattorie storiche. Si presta bene a una giornata in auto senza fretta, con qualche sosta e un pranzo lungo la via.

Anche senza entrare in cantina, il paesaggio da solo vale l'uscita: filari, oliveti, boschi che risalgono verso l'Appennino e, nelle giornate limpide, ampi affacci sulla valle. In autunno, con le foglie della vite che virano, è particolarmente bello.

Degustazioni: come organizzarsi

Molte aziende della zona ricevono visitatori, ma quasi sempre su prenotazione: sono realtà agricole, non enoteche aperte a ciclo continuo, e nei periodi di lavoro in vigna o in cantina la disponibilità cambia. Il consiglio, banale ma decisivo, è contattare prima e farsi confermare giorno, orario e modalità direttamente da chi vi accoglie.

  • Prenotate con qualche giorno di anticipo, soprattutto nei fine settimana e in alta stagione.
  • Chiedete in anticipo se la visita include il vigneto, la cantina o solo l'assaggio, e quanto dura.
  • Verificate se è possibile acquistare e spedire, se vi interessa portare a casa qualcosa.
  • Se degustate, mettete in conto un guidatore che non beve: le strade di collina sono strette e tortuose.
  • In vendemmia molte aziende riducono o sospendono le visite: è il loro momento più intenso dell'anno.

Un'alternativa comoda, se non volete spostarvi molto, è rivolgersi alle enoteche e ai negozi di alimentari dei paesi: spesso hanno una selezione locale ben fatta e qualcuno che sa raccontarvela. E' anche il modo più semplice per assaggiare più etichette senza mettersi in strada.

La festa del vino a Rufina

Ogni anno, verso la fine di settembre, il paese di Rufina dedica al vino la sua festa più sentita, il Bacco Artigiano. Il momento simbolico è il Carro Matto: un carro agricolo caricato con una piramide di fiaschi impagliati, secondo un'usanza che ricorda il trasporto del vino nuovo fino al centro di Firenze. Intorno ruotano banchi, assaggi e iniziative nel paese. Le date e il programma cambiano di anno in anno: conviene verificarli sui canali ufficiali del Comune e degli organizzatori prima di mettersi in viaggio.

Tornare a casa con una bottiglia

L'appartamento ha una cucina completa e un giardino: la conclusione naturale di una giornata fra le vigne è una cena semplice preparata da voi, con quello che avete trovato lungo la strada. Un rosso di questa zona non chiede piatti complicati. Pane, un buon olio, qualche affettato, una pasta condita bene, e siete a posto: è il modo più onesto di capire perché questo Sangiovese, così com'è, qui funziona.

Soggiornate al Casale Strettoio, tra le colline di Rignano sull'Arno

Un appartamento indipendente a piano terra in una casa antica, con piscina panoramica sulle colline toscane e Firenze a circa mezz'ora di treno.