Basta alzare lo sguardo dal fondovalle per capire che il Valdarno non è solo il corridoio tra Firenze e Arezzo che si intravede dal finestrino del treno. Sopra la piana, da una parte e dall'altra dell'Arno, salgono colline coltivate da secoli, e il paesaggio che ne risulta è tra i più riconoscibili della Toscana: olivi, filari di vite, macchie di bosco, strade bianche che seguono i crinali.
Un paesaggio costruito, non trovato
Quelle colline non sono natura intatta: sono il risultato di un lavoro lungo. I versanti intorno a Rignano sull'Arno sono in buona parte terrazzati, sostenuti da muretti a secco che trattengono la terra e la rendono coltivabile; su ogni ripiano stanno gli olivi, disposti in file che seguono la curva di livello. Dove la pendenza si addolcisce compaiono le vigne, e più in alto ricomincia il bosco.
E' un mosaico che si legge bene camminando: poderi isolati, case coloniche, cipressi piantati lungo i viali di accesso, qualche chiesa di campagna a mezza costa. La distanza regolare tra un edificio e l'altro racconta un'organizzazione agricola precisa, quella della mezzadria, che per secoli ha modellato queste campagne prima di essere abbandonata nel corso del Novecento.
Olivo e vite, le due colture che tengono il quadro
Le colline del comune di Rignano hanno una vocazione agricola dichiarata: viti nell'area di riferimento del Chianti e olivi da cui si ricava olio extravergine. Sono due colture che chiedono pazienza e che, proprio per questo, danno al paesaggio la sua stabilità: un oliveto è un investimento generazionale, non si sposta e non si improvvisa.
Il ciclo dell'anno si vede a occhio nudo.
- in primavera i filari si riempiono di verde e i prati tra gli olivi si accendono di fiori
- in estate le foglie d'olivo virano all'argento sotto il sole e la campagna si asciuga
- tra la fine di settembre e ottobre si vendemmia, e le strade si riempiono di trattori
- tra ottobre e novembre si raccolgono le olive: reti stese sotto le piante, voci nei campi e frantoi al lavoro
- in inverno i rami potati restano a terra e il disegno dei terrazzamenti torna del tutto visibile
Se venite in autunno, l'odore che vi accompagnerà nei paesi è quello dell'olio nuovo, che qui non è un dettaglio folkloristico ma il risultato di settimane di lavoro nei campi.
Le strade bianche
Il modo migliore per attraversare tutto questo è la strada bianca. Sono strade sterrate e ghiaiate che collegano i poderi ai paesi e i crinali tra loro: nate per il lavoro agricolo, oggi sono percorsi ideali per camminare o pedalare. Non hanno quasi traffico, salgono e scendono con dolcezza e a ogni curva cambiano il punto di vista sulla valle.
Qualche accortezza pratica: d'estate conviene uscire presto o nel tardo pomeriggio, perché l'ombra è discontinua; dopo le piogge il fondo diventa molle e le pozzanghere sono più profonde di quanto sembrino; le scarpe torneranno bianche di polvere, e fa parte del gioco. In auto si percorrono senza problemi, ma con calma, perché sono strette e capita di incrociare mezzi agricoli.
Lo sguardo lungo: il Pratomagno e le balze
Verso est il paesaggio cambia registro. Il fondovalle si appoggia al crinale del Pratomagno, il massiccio che separa il Valdarno dal Casentino, e su quel versante compaiono le balze: pareti, guglie e lame di sabbie e argille scavate dall'erosione, con profili quasi verticali. I geologi le leggono come ciò che resta di un antico bacino lacustre che occupava la valle, i cui sedimenti l'acqua ha poi inciso fino a dare loro questa forma.
Le balze si riconoscono anche da lontano e da vicino sono impressionanti; sono però fragili e in continua erosione, quindi si guardano dai punti panoramici e dai sentieri segnati, senza avvicinarsi ai bordi.
Come guardarle
Le colline del Valdarno non hanno un punto culminante da raggiungere, un panorama unico da fotografare per poi ripartire. Funzionano al contrario: chiedono tempo e ripetizione. La stessa strada percorsa la mattina e al tramonto sono due paesaggi diversi, e la luce di ottobre non ha nulla a che vedere con quella di giugno.
Dal Casale, con la piscina affacciata sui versanti coltivati, questo cambio di luce si osserva senza nemmeno muoversi. Ed è forse il modo più onesto di capire perché questa campagna, che resta prima di tutto un luogo di lavoro, sia diventata col tempo anche un luogo da guardare.
Soggiornate al Casale Strettoio, tra le colline di Rignano sull'Arno
Un appartamento indipendente a piano terra in una casa antica, con piscina panoramica sulle colline toscane e Firenze a circa mezz'ora di treno.